differenza tra pellet e cippato
Luglio 15, 2020 Biomasse Nessun commento

È molto importante conoscere le caratteristiche, e le differenze, del cippato e del pellet perché non solo influenzano le scelte d’acquisto ma anche perché a oggi sono tra i combustibili naturali più usati.

Entrambi derivano dagli scarti del legno e sono una risorsa importantissima per la tutela dell’ambiente e dell’umanità grazie al basso grado di emissioni prodotte durante la loro lavorazione e combustione.

Ovviamente hanno anche alcune differenze come il processo di produzione, la resa termica e l’ambito di utilizzo.

Caratteristiche in comune tra pellet e cippato

Sia il cippato che il pellet sono materie naturali, appartenenti alle biomasse e reperibili facilmente dagli scarti del legno.

La loro caratteristica principale è l’essere fonti di energia pulita ovvero fonti che consentono di limitare l’impatto ambientale grazie alle ridotte emissioni inquinanti di anidride carbonica (CO2), principale causa dell’effetto serra.

Sono perciò combustibili alternativi che possono essere utilizzati per il riscaldamento domestico in caldaie e stufe. Per il loro utilizzo devono essere però entrambi ben secchi affinché, come avviene anche per la legna, abbiano più potere calorifico.

Nonostante alcune caratteristiche in comune hanno delle importanti differenze come:

  • il processo di produzione;
  • la forma;
  • il potere calorifico;
  • l’ambito di utilizzo;
  • il costo.

Il cippato

Il cippato è un combustibile legnoso non densificato. Il suo processo di produzione deriva spesso da pratiche agricole o forestali piuttosto semplici infatti può essere realizzato anche in casa, ovviamente tenendo conto dei rischi e delle difficoltà.

Il mezzo necessario per produrlo è la cippatrice, macchina che trasforma tutti gli scarti derivanti dalla lavorazione del legno in piccole scagliedi diversi centimetri:

  • il cippato più fine che arriva fino a 3 centimetri di pezzatura e può essere utilizzato per caldaie e stufe;
  • il cippato industriale che arriva fino a 6 cm di pezzatura e può essere utilizzato per le industrie.

Può essere realizzato sfruttando non solo gli scarti legnosi ma anche le porzioni di bosco non utilizzate e gli scarti derivati dalla potatura di giardini.

Le scagliette di cui è formato vengono conservate per qualche mese in un ampio spazio coperto per far sì che la loro percentuale di umidità diminuisca completando il processo di essiccatura.

Il potere calorifico del cippato ha un valore medio di 4 kWh per Kg, ideale per il riscaldamento domestico. Tuttavia, risulta più adatto agli impianti a caricamento automatico e a sistemi di riscaldamento a elevata potenza come caldaie condominiali e industriali, sistemi di riscaldamento per scuole, uffici, piscine e tanto altro.

Ciò che incide sul prezzo del cippato sono l’essenza di legno utilizzata (larice, pino o abete, pioppo, salice e faggio), il grado di umidità che presenta (può essere fresco di produzione con un’umidità compresa tra il 40-50% o secco con un’umidità inferiore al 20%) e la distanza dal luogo di produzione. Generalmente il suo prezzo si attesta tra i 4 e i 7 euro al quintale.

Il pellet

A differenza del cippato, il pellet deriva soprattutto da lavorazioni industriali in cui viene prodotto attraverso la pressatura della segatura del legno di scarto, essiccato in precedenza. Il materiale viene lavorato fino a definire una forma generalmente cilindrica con estremità irregolari.

Il mezzo necessario per produrlo è la pellettatrice, macchina che pressa e compatta il materiale, tagliandolo poi con un’apposita lama fino a fargli assumere la misura standard.

Essendo realizzato mediante pressatura e compressione risulta un combustibile densificato e, di conseguenza, risulta essere anche facile da trasportare e avere un potere calorifico elevato.

Il suo potere calorifico, dato anche dal basso livello di umidità del prodotto, si attesta sui 4,7 kWh per Kg e dipende sia dall’essenza di legno utilizzata (le qualità migliori sono il pellet di faggio e di abete) sia dalle caratteristiche della stufa. Si adatta così sia agli impianti a caricamento manuale sia automatico come stufe casalinghe, caldaie domestiche ma anche caldaie industriali o grandi impianti di riscaldamento.

Il suo prezzo varia in considerazione del tipo di legno e della stagione di vendita ma generalmente si aggira sui 30 euro al quintale.

Che materiale scegliere?

Riassumendo, sia il pellet che il cippato risultano essere due materiali naturali e validi per il riscaldamento soprattutto domestico. Oltretutto rispettano l’ambiente grazie alle ridotte emissioni inquinanti e al fatto che vengono prodotti dagli scarti della produzione del legno

Inoltre, è importante sapere che esistono altri combustibili naturali oltre al pellet e il cippato che si possono utilizzare nelle stufe a pellet.

Risulta perciò importante rispettare anche la propria stufa o caldaia scegliendo il materiale più adeguato e regolare per l’alimentazione degli impianti al fine di evitare problemi di funzionamento.

Per questi motivi è necessario l’aiuto di un professionista che ti sappia aiutare e seguirein una scelta così importante.

Written by Biocalor