Come produrre il cippato in casa
Luglio 1, 2020 Biomasse Nessun commento

Il cippato è un materiale naturale, rigenerabile e la sua produzione è caratterizzata da ridotte emissioni inquinanti. Si tratta di una delle varie forme in cui il legno può essere trasformato e, insieme al cippatino, può essere utilizzato per le stufe a pellet miscelandolo in percentuali ridotte al pellet o per le caldaie a biomassa, principalmente per quelle a cippato.

È possibile produrlo in casa ed è non solo una soluzione economica ma che rispetta l’ambiente. Tuttavia è importante conoscere quando e come può essere utilizzato per far sì che la propria stufa o la propria caldaia funzioni sempre in modo adeguato.

Cos’è il cippato?

Il cippato è il legno ridotto in scaglie di dimensioni ristrette che viene prodotto a partire da tronchi e ramaglie grazie a una cippatrice.

Essendo uno scarto naturale con proprietà combustive e che si possono rigenerare in tempi brevi il cippato può essere inserito facilmente all’interno delle biomasse, fonti di energia pulita e di origine organico-naturale.

Il suo utilizzo è molto importante non solo perché si tratta di energia rinnovabile ma perché consente di limitare l’impatto sull’ambiente grazie alle ridotte emissioni inquinanti di anidride carbonica (CO2), principale causa dell’effetto serra.

Viene utilizzato come materia prima per:

  • processi naturali (in orti e giardini);
  • processi domestici e/o industriali (combustibile per alimentare generatori di acqua calda, di corrente o in grado di fornire riscaldamento).

Come produrre il cippato in casa

Essendo un combustibile naturale il cippato può essere prodotto facilmente in casa: non è un’attività limitata a chi vive in montagna o a chi ha grossa disponibilità di legna ma per la sua produzione basta avere un giardino o un orto e possedere scarti di tipo legnoso o residui di potatura.

Prima di realizzarlo bisogna tenere presente che il rendimento calorico di questa produzione è variabile in rapporto:

  • all’essenza di legno utilizzata (larice, pino o abete, pioppo, salice e faggio);
  • al grado di umidità che presenta (può essere fresco di produzione con un’umidità compresa tra il 40-50% o secco con un’umidità inferiore al 20%).

Insieme alla distanza dal luogo di produzione questi due fattori incidono non solo sul suo potere calorifero ma anche sul prezzo.
Il mezzo necessario per produrlo è la cippatrice, macchina che trasforma tutti gli scarti derivanti dalla lavorazione del legno e dalla potatura di piante in piccole scaglie con una pezzatura di diversi millimetri. È importante sapere che non si ricava solamente da tronchi e ramaglie ma anche da scarti di produzione agricole e forestali.

In base alle dimensioni delle scaglie prodotte il cippato viene diviso in:

  • cippato (le scaglie più grandi);
  • cippatino e microcippatino (le scaglie più piccole);

Il cippato più fine, fino a 3 cm, può essere utilizzato per le caldaie e le stufe mentre il cippato fino a 6 cm viene utilizzato in ambito industriale.

Le scaglie ottenute andranno asciugate e conservate per qualche mese in un deposito: la loro percentuale di umidità diminuirà completando il processo di essiccatura.

Il cippato dovrà essere ben secco perché, come avviene per la legna o il pellet, avrà più potere calorifero.

Tuttavia, a differenza del pellet, risulta più adatto agli impianti a caricamento automatico, a impianti di riscaldamento industriali e a sistemi di riscaldamento a elevata potenza come caldaie condominiali e industriali, sistemi di riscaldamento per scuole, uffici e tanto altro.

L’uso di caldaie a cippato, per esempio, è ottimo per condomini o più case servite da un’unica centrale termica mentre si contribuisce allo sviluppo sostenibile dell’uomo e del pianeta. Inoltre, possono essere utilizzate non soltanto per la produzione di energia termica ma anche per produrre elettricità.

Bruciare cippato nella stufa a pellet

Il cippato di dimensioni più ridotte da poter attraversare la griglia della coclea, cioè il cippatino, si può comunque utilizzare nelle stufe a pellet.

Tuttavia per poter essere utilizzato deve essere ben essiccato, mai puro e preferibilmente miscelato al pellet.

Con le giuste attenzioni perciò può essere utilizzato come combustibile alternativo ed economico al pellet e alla legna. Oltre al cippatino altre biomasse possono essere bruciate nella stufa a pellet come mais o gusci di frutta secca.

Cippato: vantaggi e svantaggi

Sono numerosi i vantaggi dell’utilizzo del cippato e della sua produzione in casa:

  • economicità: è una biomassa economica rispetto ad altri tipi di combustibili soprattutto se realizzata in maniera autonoma;
  • praticità: ha delle dimensioni ridotte che ne consentono il trasporto con estrema facilità;
  • alto rendimento calorico;
  • quantità irrisoria di ceneri dopo la combustione;
  • riduzione dell’inquinamento e rispetto dell’ambiente: è una fonte di energia ecologica ovvero disponibile in natura, che si può rigenerare facilmente e con emissioni di gas nocivi limitate all’atto della combustione.

Tuttavia le soluzioni fai-da-te e l’utilizzo di materiali non adatti alla propria caldaia o stufa possono portare a numerosi ed elevati rischi oltre che ad una resa non ottimale. Per questi motivi bisogna sempre affidarsi a soluzioni di qualità, come un cippato o materiale adeguato, e a dei professionisti.

Written by Biocalor