Gennaio 22, 2020 Biomasse Nessun commento

Le biomasse sono molto importanti sia in campo ecologico che in quello delle energie rinnovabili in quanto sono una fonte di energia pulita; di questa macro categoria fanno parte tutti gli scarti naturali che hanno proprietà combustive e che si possono rigenerare in tempi brevi.

Essendo un combustibile naturale, la biomassa può essere prodotta anche in casa, ma non tutte le sue tipologie possono essere facilmente riprodotte con metodi “fai da te”.

Tipologie di biomassa

Si possono distinguere tipologie differenti per ognuna delle seguenti categorie:

  • detriti forestali;
  • residui di rifiuti organici;
  • colture dedicate;
  • letame;
  • scarti del taglio legname;
  • olio e grasso.

In generale ogni tipologia quando viene bruciata rilascia l’energia immagazzinata in essa sotto forma di calore. Ciascuna delle biomasse elencate è selezionata per un preciso compito:

  • se composta da molto carbonio (C) e poca acqua (H2O) la biomassa è adatta per essere bruciata per ottenere energia termica (calore) o energia elettrica (elettricità);
  • quando è umida e contiene molto azoto (N) può essere sottoposta a processi biochimici per trasformare le molecole organiche in metano e CO2;
  • dalla fermentazione degli zuccheri del mais o della canna da zucchero in alcool etilico si ottengono bioetanolo o biogas;
  • dalla esterificazione degli oli e dei grassi si ottengono biocarburanti da usare nei motori a benzina o a diesel.

Biomassa “fai da te”

La tipologia maggiormente producibile da sé è sicuramente il cippato; per le grandi attività questo è principalmente prodotto da pioppo e miscanto appositamente piantati per la produzione di biomassa.

Per la produzione “fai da te” però non è possibile a tutti avere un terreno in cui coltivare appositamente queste piante, anche perché richiedono delle attenzioni particolari e ciascuna specie ha i suoi tempi per crescere.

Per ovviare a questo problema è possibile fare scorta di ciò che l’ambiente scarta naturalmente; recandosi in un bosco di abeti o cedri è possibile rifornirsi di pigne varie e se non si hanno a disposizione degli alberi della famiglia delle Pinaceae si possono raccogliere i rami tagliati dal vento, grande fogliame o le canne secche lungo i fiumi.

Una volta seccati e tagliati in pezzi più ridotti questi sono un ottimo combustibile per la termostufa a biomassa o la caldaia. Attenzione però che il modello sia compatibile con le tipologie scelte.

È sempre consigliabile utilizzare la tipologia indicata dal produttore della caldaia e scegliere la biomassa prestabilita in modo da tenere l’apparecchio in buone condizioni più a lungo; da una parte si risparmia in termini di spesa mensile, ma dall’altra si previene una spesa più ingente sulla manutenzione e/o sostituzione.

Le altre forme di biomassa sono più complicate da replicare in casa e può essere anche pericoloso provare a farlo. Il processo di digestione anaerobica per la produzione di biogas, per fare un esempio, prevede l’assenza di ossigeno nel corso della trasformazione e la depurazione prima dell’utilizzo; questa tipologia richiede grandi macchinari e molta prevenzione durante il processo di creazione, perciò è consigliabile tornare alle vecchie usanze e passeggiare nei boschi per godersi l’aria pulita e raccogliere ciò che scarta la natura.

Come si utilizza la biomassa

Il principale uso delle biomasse è quello di produrre calore, ma questa energia può essere trasformata ancora una volta per produrre elettricità.

Nelle grandi centrali infatti la materia prima viene bruciata all’interno di macchinari controllati il cui funzionamento è simile a quello delle caldaie, ma più in grande.

Dopo aver selezionato il materiale per grandezza e tipologia la biomassa è condotta all’interno della camera di combustione a griglia; qui, attraverso delle tubature, viene riscaldata l’acqua circolante all’interno della caldaia e il vapore che si genera dal riscaldamento viene condotto verso le turbine. Queste lavorano a diversi gradi di pressione e generano elettricità attraverso il movimento della spinta del vapore, come nelle comuni centrali termiche.

Si differenziano dai termovalorizzatori in quanto questi ultimi producono energia elettrica e termica attraverso la combustione di quei rifiuti non riciclabili e che non possono essere recuperati.

Più comunemente questi combustibili sono utili a:

  • riscaldare gli ambienti e l’acqua di casa tramite la caldaia a biomassa, quindi per creare energia termica nelle abitazioni comuni, in grandi condomini o aree residenziali;
  • coadiuvare i carburanti convenzionali nel funzionamento dei mezzi di trasporto più utilizzati, dalla macchina al camion.

Vantaggi dell’impianto a biomassa

Questo sistema di produzione dell’energia ha numerosi vantaggi per la natura e per l’uomo:

  1. utilizza gli scarti di altre aziende produttrici e azzera i costi della gestione dei rifiuti promuovendo lo sviluppo sostenibile;
  2. riduce l’interesse verso i combustibili fossili portando l’energia rinnovabile a un livello superiore;
  3. non produce anidride carbonica in eccesso durante la combustione liberando nell’aria ciò che la pianta espelleva in precedenza;
  4. si trova in natura in grandi quantità sotto forma di vegetali secchi, carcasse di animali e i loro escrementi;
  5. riduce la quantità dei rifiuti in discarica valorizzando gli scarti.

Il maggior vantaggio è sicuramente quello di avere un miglioramento dell’economia delle aziende zootecniche e/o agricole che utilizzano i propri scarti per autogenerare l’energia elettrica per i macchinari aziendali, riducendo l’impatto ambientale sui trasporti e azzerando i costi interni.

Written by Biocalor