Risulta molto importante avere un pressostato funzionante nell’impianto di riscaldamento, soprattutto per i grandi condomini in cui la caldaia è una sola e l’acqua dev’essere distribuita alla pressione ideale in tutti i piani.

Tenere sotto controllo questa componente della caldaia o della termostufa è fondamentale per la salvaguardia dell’impianto.

Che cos’è?

Il pressostato è una elettrovalvola o interruttore che regola la pressione nell’impianto di riscaldamento o dell’acqua sanitaria tramite l’accensione e lo spegnimento dell’autoclave o della pompa.

Per mezzo di questo componente è possibile tenere sotto controllo lo stato del sistema di riscaldamento così che non vada mai oltre i limiti consentiti dall’efficienza del sistema.

Ne esistono di vario tipo, ma tutti hanno la stessa funzione di interruttore del sistema; come per il termostato, il pressostato serve a regolare il funzionamento del meccanismo che spinge l’acqua dove e quando serve.

Come funziona?

Il pressostato è l’elemento chiave di tutto l’impianto; esso converte la pressione dell’acqua in un movimento meccanico che spinge l’interruttore per l’accensione o lo spegnimento della pompa elettrica.

In questo circuito l’acqua inviata dalla pompa elettrica arriva, da un entrata inferiore, nel contenitore a pressione e spinge una membrana che comprime l’aria fino al raggiungimento del valore prestabilito; una volta raggiunto il massimo il pressostato spegne automaticamente la pompa e lo riavvia quando scende al minimo.

Ogni volta che si apre un rubinetto o il sistema idrico della caldaia viene avviato, la pressione all’interno dell’impianto diminuisce lentamente e appena il valore raggiunge il limite minimo di esercizio il pressostato riavvierà l’autoclave per tornare in piena potenza.

Tale impianto può essere anche programmato per funzionare solo in determinati momenti della giornata ovvero quando si ha necessità del suo intervento.

Regolazione del pressostato

Al momento dell’installazione il pressostato è pronto all’uso con una pressione di consegna che va dalle 2 alle 4 atmosfere, ma può essere tarato secondo diversi valori di intervento tramite 2 viti di regolazione: una per l’azionamento e l’altra per lo spegnimento.

In questa fase è importante seguire le informazioni date nel libretto di istruzioni o meglio affidarsi alle mani esperte di un tecnico.

Generalmente la prima vite (sulla molla laterale piccola) è chiamata differenziale e regola lo scarto di pressione tra lo start e lo stop della pompa. La seconda vite, posizionata sulla molla centrale, determina il valore di pressione massimo su cui vogliamo che la pompa si arresti all’aumentare della pressione.

Ruotando i dadi in senso orario la pressione di avvio aumenta, mentre nel verso antiorario diminuisce fino a stabilire la pressione minima di avvio della pompa e quindi il valore minimo perché avvenga il contatto.

È sicuramente consigliabile montare il pressostato in modo verticale, in questo modo si evitano depositi eccessivi nel condotto di pressione causando un malfunzionamento per l’ostruzione dei vasi.

Manutenzione e sostituzione

Se le impurità presenti nell’acqua dell’impianto di riscaldamento dovessero infiltrarsi tra i meccanismi del pressostato questo potrebbe avere dei problemi di funzionamento dell’elettrovalvola e quindi un’efficienza nel sistema di riscaldamento o sanitario; l’acqua calda non arriverà correttamente a destinazione.

Per questo è importante fare una manutenzione periodica di questo elemento effettuando un’attenta pulizia delle parti in maniera precisa e sicura.

Tale operazione può essere svolta anche da chi ha dimestichezza con gli ingranaggi meccanici, ma è fortemente consigliabile affidarsi a un tecnico esperto del settore per non danneggiare ulteriormente l’apparato.

Innanzitutto, essendo un sistema elettrico, è bene staccare la corrente, chiudere il rubinetto generale dell’acqua e far scaricare l’impianto per eliminare l’aria all’interno del pressostato.

Seguendo attentamente quanto scritto sul libretto di manutenzione fornito con l’apparato si procede a smontare il pressostato.

Una volta rimosso sarà più facile eliminare la sporcizia accumulata al suo interno; facendo molta attenzione a non danneggiare la membrana, con l’utilizzo di filo di ferro o un cacciavite si può arrivare negli angoli più difficili da raggiungere.

Conclusa la pulizia e avvenuto il montaggio di tutti i pezzi, è bene verificare il suo funzionamento tramite dei cicli di carico e scarico dell’impianto.

Se il problema persiste oltre il processo di pulizia è possibile che ci sia bisogno di una sostituzione e di un ricambio di qualità. Nell’eventualità che si verifichi un malfunzionamento è sempre consigliabile contattare un tecnico che possa aiutarvi nella soluzione del problema senza arrecare altri danni al componente.

Written by Biocalor