Novembre 6, 2019 Biomasse Nessun commento

Per un maggior rendimento del combustibile è importante la scelta di un prodotto di qualità che sia certificato e garantito, adatto alle vostre esigenze e soprattutto che abbia un’umidità inferiore al 10%: infatti durante la combustione un pellet umido emana una quantità di calore inferiore rispetto ad un pellet asciutto, per questo è importante conservare il pellet in condizioni ottimali, vediamo insieme come.

Cosa accade al pellet umido?

L’umidità nel pellet azzera tutte le proprietà garantite sull’etichetta del sacco e rende vani tutti i processi di preservazione del prodotto che si sono fatti nel suo percorso produttivo, dalla sua creazione fino allo stoccaggio nel ripostiglio del fornitore.

Il pellet è formato da scarti di lavorazione della legna compressi in cilindretti, le parti sono tenute insieme dal collante naturale chiamato lignina, una sostanza idrosensibile in quale in ambienti umidi fa tornare il materiale alla stato iniziale di segatura, abbassando drasticamente la sua potenza combustiva.

Nel caso in cui decideste di utilizzare ugualmente un pellet umido, anche se non si dovrebbe fare, sappiate che andrete incontro a qualche pulizia extra della stufa: in quelle condizioni il pellet, oltre a non riscaldare abbastanza gli ambienti, riempirà la vostra stufa a pellet di ceneri intasando la canna fumaria con delle incrostazioni più marcate del solito.

Quindi il primo consiglio è quello di non utilizzare più il pellet se questo è umido; è possibile utilizzarlo come concime per il prato oppure riciclarlo per farne dei puff!

Conservazione del pellet

I sacchi con i quali viene venduto il pellet sono in plastica termosaldata, ciò significa che il contenuto è protetto dagli agenti atmosferici esterni al contenitore almeno finché questo viene aperto: per preservarlo dal deterioramento e conservarlo nel modo giusto bastano pochi accorgimenti.

Stoccaggio da professionisti

Se non avete uno spazio adatto a stoccare il pellet e il vostro fornitore sta a meno di 1 km da casa vostra, potreste prendere in considerazione l’idea di far conservare a lui la quantità che avete acquistato, soprattutto nel caso in cui si faccia scorta di pellet.

Evitare ambienti umidi

Essendo la peggior nemica del pellet, per lo stoccaggio è meglio evitare spazi in cui l’umidità ha preso casa insieme alla muffa; quindi meglio non sistemare il pellet in cantina o all’aperto e preferire un luogo asciutto o meglio riscaldato.

Evitare il contatto con pavimento e muro

Spesso l’umidità arriva dalle fondamenta e si trattiene nei muri che comunicano con l’esterno della casa, perciò se si vive al piano terra è sempre bene rialzare i sacchi di pellet dal pavimento con un bancale e separarli dai muri esterni con uno spessore di polistirolo. Entrambe le soluzioni si possono trovare di prima o seconda mano nei più grandi centri per il “fai da te”.

Niente sole

Se pensate di rimediare all’umidità disponendo i sacchi di pellet al sole per far evaporare l’acqua, sicuramente farete peggio: al contatto con i raggi UV la plastica di cui è fatto il sacco si deteriora facilmente e può subire delle lacerazioni, anche minime, che permetterebbero all’umidità di farsi strada nel pellet fino a renderlo inutilizzabile.

Pellet a portata di fuoco

La comodità di avere il pellet vicino potrebbe essere un buon modo di conservarlo al caldo e all’asciutto; è sufficiente una cassetta di legno che possa contenere quanto più pellet possibile in modo che, una volta tolto il sigillo termoisolante del sacco, il combustibile sia al sicuro dall’umidità, ben asciutto e pronto all’uso.

Conservare il vecchio pellet

Se conservato in modo ottimale, consumare il pellet avanzato nella stagione passata potrebbe aiutare nella stagione successiva a prevenire i periodi di freddo improvviso.

Written by Biocalor